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Osteoporosi

 
Cos’è l’osteoporosi?
L’osteoporosi è una malattia metabolica che determina un indebolimento delle ossa con conseguente fragilità e aumentato rischio di fratture.  Ne deriva quale conseguenza una riduzione della motilità, dell’autonomia o, in altri termini, della qualità di vita.
 
Come è possibile classificare l’osteoporosi?
Essenzialmente in ambito medico si divide l’osteoporosi in due grossi gruppi:
1) Osteoporosi primaria: è dovuta alla menopausa.
Colpisce soprattutto le donne ed è dovuta ad un cambiamento dell’attività ormonale
2) Osteoporosi secondaria: è riconducibile ad un’altra condizione patologica.
E’ meno diffusa della forma primaria. In genere è dovuta ad altre patologie come il malassorbimento (per esempio la celiachia), l’uso di cortisone farmacologico (come avviene per esempio nell’artrite reumatoide), oppure ad alterazioni tiroidee o delle ghiandole surrenali.
 
Cosa succede all’interno delle ossa delle persone affette da osteoporosi?
In ogni singolo segmento osseo vi è un continuo ricambio della struttura attraverso l’azione di due
gruppi di cellule. Da un lato vi sono gli osteoclasti, i “demolitori” cellulari, che distruggono l’osso per portare il calcio a livello del sangue; dall’altro lato vi sono gli osteoblasti, i “muratori” cellulari, che utilizzano il calcio del sangue fissandolo sulle ossa.
Questa continua azione garantisce un osso di buona qualità e pronto a sostenere il peso corporeo.
Quando si instaura l’osteoporosi questo equilibrio viene alterato: l’attività dei demolitori supera quella dei muratori, per cui l’osso diventa di qualità peggiore e lo stesso peso corporeo comporta delle fratture.
 
Come è possibile capire se si è affetti da osteoporosi?
Attraverso un esame è possibile avere un indice di quella che è la densità dell’osso, tale esame è la Densitometria ossea.
Il valore che questa metodica fornisce viene rapportato con dei valori standard di una donna giovane. La deviazione da tale valore viene definito T-score.
Avremo pertanto:
T-score compreso tra 0 e -1:
è un valore di un osso normale, paragonabile a quello di una donna giovane.
T-score compreso tra -1 e -2.5:
indica una diminuzione importante della densità dell’osso. Non si parla di osteoporosi, ma di osteopenia. E’ un campanello d’allarme.
T- score inferiore a -2.5:
si parla di osteoporosi franca. Occorre porre rimedio farmacologicamente.
 
Quali sono i sintomi?
In genere la malattia passa misconosciuta fino a che non si determina una frattura, tuttavia in alcuni casi la comparsa di dolori ossei diffusi, in particolare a livello della colonna vertebrale, può essere un campanello di allarme.
Altri sintomi sono, soprattutto nella terza età, la diminuzione dell’altezza dell’individuo ed il progressivo curvamento in avanti. Questo in genere avviene per dei piccoli crolli vertebrali che, sebbene non si associano a dolore, fanno diminuire in altezza i corpi delle vertebre.
Sintomi ben più gravi sono invece le fratture per traumi banali o, a volte, addirittura in assenza di trauma.
Piccole sollecitazioni possono comportare delle fratture importanti.
In particolar modo sono interessati alcuni distretti anatomici quali il collo del femore, il polso e le vertebre.
 

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