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Implantologia oggi

 
Breve Intervista sulla Testata
OSSA E MUSCOLI
  
 
Prof. Giovanni Annaratone
Dal 1988 al 2010 Primario Divisione di Ortopedia e Traumatologia. Ospedale Gradenigo di Torino
 
Chirurgo di protesica d’anca e di ginocchio, è stato socio fondatore nel 1995 della Società Italiana di Reimpianti che si occupa dei casi più complessi (in altre parole quando una protesi presenta delle complicazioni, per capirne i problemi e trovarne delle soluzioni). Dal 1995 al 2005 è stato professore presso l’Università di Siena.
 
Professore, com’è evoluto il mondo dell’Implantologia?
Oggi come oggi non ci sono delle grandi modifiche per quanto riguarda i disegni delle protesi.
In realta’ è cambiato il concetto, la filosofia dell’intervento. Si può abbasare decisamente l’età media del Paziente grazie a materiali migliori, come la ceramica, e a tecniche che danno la possibilità di avere una durata maggiore della protesi impiantata. A seconda dell’età, delle misure e dell’usura dell’osso esistono taglie e soluzioni specifiche.
La scelta della qualità di vita è alla base della filosofia sull’utilizzo delle protesi.
 
Quanto incide il materiale sulla durata delle protesi?
La protesi sostanzialmente è uno snodo che tende ad usurarsi nel punto in cui c’è attrito.
Se si utilizza una sostanza che crea poco o nessun attrito, come appunto la ceramica (che ha una percentuale d’usura dei componenti protesici entro valori praticamente irrilevanti) la durata è molto superiore considerando anche una minima creazione di residui.
A livello tecnico, inoltre, esiste la possibilità di avere delle teste di diametro maggiore che si avvicinano molto di più alle dimensioni dell’osso naturale aumentando così la libertà dei movimenti e la diminuzione dell’usura.
I primi interventi con questo tipo di protesi li ho eseguiti più di 18 anni fa e in molti casi le protesi sono ancora impiantate e funzionanti nei Pazienti, senza quindi dover ricorrere ad alcuna revisione.

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